Dati dell’attività: ragione sociale, area servita, servizi
C'è un punto solo, in AISA, dove si scrivono i dati della tua attività: la card Business details nella pagina Local SEO (Google). Da lì quei valori si diramano nei dati strutturati, nel llms.txt, nelle varianti di title e description e nelle risposte delle Q&A. Compilarli è la mezz'ora meglio investita del plugin, perché non si compila un campo per il campo: si compila una volta e ne beneficiano cinque cose diverse.
Nella 2.0 la card cresce di quattro campi, e tre di questi non erano mai stati strutturati prima.
I campi
Ragione sociale e partita IVA
Due campi affiancati sulla stessa riga: Legal name / VAT number.
La ragione sociale è il nome con cui l'azienda è registrata — "Acme S.r.l." — che spesso non è il nome del marchio. La partita IVA è quella che metti in fattura. Vengono pubblicati come legalName e vatID nei dati strutturati, e dicono a un motore che dietro il sito c'è un'impresa registrata e non soltanto un sito.
Sono dati pubblici per definizione, ma la scelta resta tua: se lasci vuoto, non viene pubblicato niente.
Area servita, come lista tipizzata
Il campo Area served (typed list) è una casella di testo, una voce per riga, con un tipo facoltativo davanti:
Country: Italia
AdministrativeArea: Lombardia
City: Milano
I tipi che AISA riconosce sono tre: Country per una nazione, AdministrativeArea per una regione o una provincia, City per un comune. Se non metti il tipo, il luogo viene pubblicato come luogo generico. Non è una perdita: è un'affermazione vera al posto di una sbagliata, che è sempre il compromesso giusto.
Questa lista alimenta areaServed nei dati strutturati e la riga Location del llms.txt.
Sopra c'è ancora il vecchio campo Area served a testo libero. Resta come ripiego e non viene toccato dall'aggiornamento, ma quello che finisce nello schema e nel llms.txt è la lista tipizzata. Se nei due campi scrivi cose diverse, vince la lista.
Servizi
Il campo Services è anche lui una voce per riga, con tre parti separate da una barra verticale:
Nome del servizio | descrizione breve | https://tuosito.it/pagina-servizio
Nome, descrizione e URL. La descrizione e l'indirizzo sono facoltativi: se hai solo i nomi, scrivi i nomi.
Questa lista viene pubblicata come hasOfferCatalog, ed è il modo in cui un motore di risposta impara cosa fai, non soltanto chi sei. È una distinzione che pesa: un'Organization senza offerta è un nome; un'Organization con un catalogo di servizi è un'azienda che fa delle cose precise.
Il formato una-voce-per-riga
Vale per l'area servita e per i servizi, e la regola è sempre la stessa: una riga, una cosa. Nessuna virgola come separatore, nessun elenco dentro la riga. Le righe vuote vengono ignorate.
Due errori tipici da evitare:
- Una frase invece di un elenco. "Operiamo in tutta Italia, in Svizzera e nei mercati internazionali" è una frase, e in uno schema non vale niente. Le righe devono essere nomi di luoghi:
Country: Italia, poiCountry: Svizzera. - Tutto su una riga.
Italia, Lombardia, Milanoè una voce sola con un nome strano, non tre luoghi. Vanno su tre righe.
"Autofill with AI"
Il pulsante Autofill with AI — che nelle versioni precedenti si chiamava "Detect from site" — legge il tuo sito e propone i valori che riesce a ricavarne: indirizzo, telefoni, email, orari, area servita e, dalla 2.0, anche ragione sociale e partita IVA.
Due cose da sapere su come lavora:
Legge il tuo sito dal database, non da internet. Guarda la pagina dei contatti e il footer — widget e parti del template comprese — senza fare nessuna richiesta HTTP verso l'esterno. È il posto dove questi dati stanno quasi sempre scritti già oggi, solo in forma di testo.
Propone, non decide. Prima di scrivere qualsiasi cosa ti mostra un confronto campo per campo: quello che c'è ora, quello che propone, e una spunta per ognuno. Applichi solo quello che ti convince, e applicare riempie soltanto il form: il database si tocca quando premi Save business details. Se non trova niente di nuovo, te lo dice e non cambia nulla.
Conta come un'operazione AI: il costo si vede prima del click e, nella versione gratuita, scala dal budget di operazioni come qualunque altra generazione.
C'è anche, se hai collegato la scheda Google Business, il pulsante che precompila i soli campi vuoti con i dati di Google: non sovrascrive quello che hai già scritto.
Dove finiscono questi dati
Un campo compilato una volta lavora in cinque posti.
Nei dati strutturati (JSON-LD). Ragione sociale, partita IVA, indirizzo, telefono, email, area servita e catalogo dei servizi entrano nel nodo dell'organizzazione. Se sul sito c'è Yoast, Rank Math o All in One SEO, AISA non aggiunge un secondo blocco: arricchisce il nodo del tuo plugin SEO, riempiendo solo le chiavi che mancano. Un valore che hai scritto tu non viene mai sostituito, e i profili social si aggiungono senza duplicati.
Nel llms.txt. La riga Location si costruisce dalla lista tipizzata dell'area servita. Se cambi quei campi, il documento salvato si rigenera da sé — a meno che tu ne abbia scritto una versione a mano, che non viene mai toccata.
Nelle varianti di title e description. Sulla home e sulle pagine di servizio, con un'area servita impostata, AISA chiede al modello che almeno due varianti su cinque nominino il luogo, e dopo la generazione le conta davvero: se sono troppo poche, rigenera una volta le sole varianti mancanti. Se la cosa non migliora, tiene le originali.
Nelle risposte delle Q&A. Le domande su sede, orari e contatti vengono generate con i tuoi dati reali sotto gli occhi, e con l'elenco esplicito di quelli che mancano. È questo che ha eliminato le risposte inventate: prima al modello arrivava solo il testo libero del Brand Context, e da lì nascevano orari e territori che nessuno gli aveva detto.
Nei controlli dell'audit. Con un'area servita impostata, l'audit di una pagina locale segnala se il testo della pagina non nomina mai il luogo — un caso frequente e facile da correggere.
La regola: campo vuoto, nessuna chiave nello schema
Un campo che lasci vuoto non produce una chiave vuota nei dati strutturati: non produce nessuna chiave. Non troverai "telephone": "" né un indirizzo a metà.
È lo stesso principio delle Q&A: meglio tacere che affermare qualcosa di falso. Uno schema con sei proprietà vere è più utile di uno con dodici proprietà di cui sei inventate — per i motori, che possono verificarle, e per te, che ci metti la faccia.
Da qui viene anche il resto del comportamento: la lista tipizzata parte vuota invece di indovinare i tipi, un luogo senza tipo diventa un luogo generico invece che una regione a caso, e LocalBusiness non viene proposto senza un indirizzo vero, perché un'attività locale senza indirizzo è una contraddizione che Google nota.
Domande frequenti
Devo compilare tutto? No. Compila quello che sai. Ogni campo compilato aggiunge una proprietà vera; ogni campo vuoto non aggiunge niente e non fa danni.
Ho collegato Google Business: serve ancora questo form? Sì, per quello che Google non ha. La scheda Google ha la precedenza sui campi che sovrappone, ma ragione sociale, partita IVA, area servita tipizzata e catalogo dei servizi non sono dati che una scheda Google contenga: quelli li scrivi qui.
Non voglio la partita IVA pubblica. Lascia il campo vuoto e non verrà pubblicata.
Ho aggiornato e la lista dell'area servita è vuota, mentre il vecchio campo a testo libero è pieno. È il comportamento previsto. Il campo a testo libero non viene toccato e continua a fare da ripiego; la lista tipizzata nasce vuota, o precompilata solo se quel testo era già un elenco di nomi brevi — non se era una frase. Compilarla a mano richiede un minuto e cambia quello che finisce nello schema.
Ho cambiato l'area servita: devo rigenerare il llms.txt? No, se il documento è quello generato da AISA: si rigenera da sé. Se hai salvato una versione scritta a mano, quella resta come l'hai scritta ed eventualmente la aggiorni tu.
Dove trovo questi campi? Menu di AISA → Local SEO (Google) → card Business details. È l'unico form dove questi valori si modificano; schema, llms.txt e contesto GEO leggono tutti da lì.
